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TEST PROVA INVALSI 
CLASSE SECONDA PRIMARIA

 

                                                  L ’ I N V A L S I

 

TEST PROVA INVALSI 
CLASSE QUARTA PRIMARIA

L’Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione, INVALSI, gestisce il Sistema Nazionale di Valutazione e si vede assegnati dal Decreto legislativo n. 213 del 31 dicembre 2009 i seguenti compiti:

a) lo studio e la predisposizione di strumenti e modalità oggettive di valutazione degli apprendimenti e la cura dell'elaborazione e della diffusione dei risultati della valutazione, anche nel contesto dell’apprendimento permanente;

b) la promozione di periodiche rilevazioni nazionali sugli apprendimenti che interessano le istituzioni scolastiche e istruzione e formazione professionale, il supporto e l'assistenza tecnica alle istituzioni scolastiche e formative anche attraverso la messa a disposizione di prove oggettive per la valutazione degli apprendimenti finalizzate anche alla realizzazione di autonome iniziative di valutazione e autovalutazione;

c) lo studio di modelli e metodologie per la valutazione delle istituzioni scolastiche e di istruzione e formazione professionale e dei fattori che influenzano gli apprendimenti;

d) la predisposizione di prove a carattere nazionale per gli esami di Stato, nell'ambito della normativa vigente;

e) lo svolgimento di attività di ricerca e la collaborazione alle attività di valutazione del sistema scolastico al fine di realizzare iniziative di valorizzazione del merito anche in collaborazione con il sistema universitario;

f) lo svolgimento di attività di ricerca, nell'ambito delle proprie finalità istituzionali, sia su propria iniziativa che su mandato di enti pubblici e privati, assicurando inoltre la partecipazione italiana a progetti internazionali in campo valutativo;

g) lo svolgimento di attività di supporto e assistenza tecnica alle regioni e agli enti territoriali per la realizzazione di autonome iniziative di monitoraggio, valutazione e autovalutazione;

h) lo svolgimento di attività di formazione del personale docente e dirigente della scuola sui temi della valutazione in collaborazione con l'ANSAS.

Pertanto

•effettua verifiche periodiche e sistematiche sulle conoscenze e abilità degli studenti e sulla qualità complessiva dell'offerta formativa delle istituzioni di istruzione e di istruzione e formazione professionale, anche nel contesto dell'apprendimento permanente;

•studia le cause dell'insuccesso e della dispersione scolastica con riferimento al contesto sociale ed alle tipologie dell'offerta formativa;

•effettua le rilevazioni necessarie per la valutazione del valore aggiunto realizzato dalle scuole;

•predispone annualmente i testi della nuova prova scritta, a carattere nazionale, volta a verificare i livelli generali e specifici di apprendimento conseguiti dagli studenti nell’esame di Stato al terzo anno della scuola secondaria di primo grado;

•predispone modelli da mettere a disposizione delle autonomie scolastiche ai fini dell'elaborazione della terza prova a conclusione dei percorsi dell'istruzione secondaria superiore;

•provvede alla valutazione dei livelli di apprendimento degli studenti a conclusione dei percorsi dell'istruzione secondaria superiore, utilizzando le prove scritte degli esami di Stato secondo criteri e modalità coerenti con quelli applicati a livello internazionale per garantirne la comparabilità;

•fornisce supporto e assistenza tecnica all'amministrazione scolastica, alle regioni, agli enti territoriali, e alle singole istituzioni scolastiche e formative per la realizzazione di autonome iniziative di monitoraggio, valutazione e autovalutazione;

•svolge attività di formazione del personale docente e dirigente della scuola, connessa ai processi di valutazione e di autovalutazione delle istituzioni scolastiche;

•svolge attività di ricerca, sia su propria iniziativa che su mandato di enti pubblici e privati;

•assicura la partecipazione italiana a progetti di ricerca europea e internazionale in campo valutativo, rappresentando il Paese negli organismi competenti;

•formula proposte per la piena attuazione del sistema di valutazione dei dirigenti scolastici, definisce le procedure da seguire per la loro valutazione, formula proposte per la formazione dei componenti del team di valutazione e realizza il monitoraggio sullo sviluppo e sugli esiti del sistema di valutazione. 

 

Istituzione

La necessità dell’istituzione di un Sistema di Valutazione Nazionale, e quindi di un Istituto della Valutazione, (legge 28 marzo 2003, n. 53; decreto legislativo 19 febbraio 2004, n. 59; decreto legislativo19 novembre 2004, n. 286), è nata nell’ultimo decennio, nell’ambito della trasformazione della natura e della struttura del sistema scolastico italiano che, da una impostazione unitaria e gerarchica, è passata a diventare poliarchica. E’ stata riconosciuta, infatti, con legge 15 marzo 1997, n. 59, l’autonomia alle Istituzioni scolastiche ed è stata valorizzata quella degli enti territoriali, Regioni, Province, Comuni. La tendenza al decentramento, già praticata in campo internazionale, ha imposto in questi anni anche all’Italia un cambiamento in tal senso. Esso, tuttavia, ha esposto la scuola al rischio della frammentazione dell’offerta formativa sul territorio nazionale, con l’accentuazione dei dislivelli di preparazione e formazione dei giovani e la nascita conseguente di nuove forme di emarginazione e di esclusione.

L’interfaccia, quindi, dell’autonomia delle istituzioni, che hanno competenze in campo scolastico, è la riserva da parte dello Stato di un’azione funzionale al mantenimento del connotato nazionale ed unitario del sistema, del controllo della qualità e della quantità dell’offerta formativa e l’intervento, con provvedimenti perequativi, a sostegno dell’azione delle singole istituzioni o enti che ne avessero bisogno e li richiedessero.

L’INVALSI, ponendo un limite all’ottica autoreferenziale delle singole istituzioni, ha introdotto una stima esterna dei livelli di istruzione e formazione dei giovani, con la finalità di fornire ad ogni singola scuola uno strumento di diagnosi per migliorare il proprio lavoro e negli ultimi anni ai docenti un riferimento oggettivo per la valutazione degli studenti negli esami di Stato, secondo criteri internazionali.

L’Istituto è, pertanto, soggetto alla vigilanza del Ministero della Pubblica Istruzione, che individua, attraverso direttive, triennali e annuali, e linee guida gli obiettivi generali delle politiche educative nazionali e le priorità strategiche delle quali l'Istituto deve tener conto, per programmare la propria attività.

L’INVALSI, ha accolto l’eredità del Centro Europeo dell’Educazione (CEDE) nato nei primi anni settanta del secolo scorso, ne ha ereditato la sede, posta a Frascati, Villa Falconieri, e il patrimonio. A supporto delle proprie attività istituzionali, si avvale di una Biblioteca, che cura la raccolta di materiale bibliografico nell'ambito delle scienze dell'educazione, con una particolare attenzione agli aspetti della valutazione. Parte integrante della Biblioteca è l'Emeroteca, che presenta una ricca collezione di riviste specialistiche.

 

Le direttive

 

Le prove INVALSI vengono disciplinate da direttive triennali e annuali, che individuano gli obiettivi generali delle politiche educative nazionali, per il triennio e per l’anno in corso. In esse vengono indicate, inoltre, le classi interessate al rilevamento e le aree disciplinari oggetto della rilevazione.

Dall’analisi delle direttive emanate annualmente dall’anno 2004 e da quelle emanate per il triennio, 6 maggio 2005, n. 48 e 15 settembre 2008, n. 74, si evince un trend positivo nel senso di una lettura sempre più chiara da parte dell’Istituto dell’operato autonomo delle singole istituzioni e di tutto il sistema scolastico, una sempre maggiore attenzione ai livelli di apprendimento, alle metodiche adottate ed ai risultati ottenuti dagli studenti, nonché alla diffusione di una cultura della valutazione.

Dopo un periodo di sperimentazione, in cui le prove erano destinate a scuole-pilota, le prove, infatti, sono state rese obbligatorie per il primo ciclo, comprendente la scuola primaria e la secondaria di secondo grado, mentre è rimasta facoltativa, fino ad ora, l’adesione delle scuole secondarie di secondo grado. Nella Direttiva triennale per gli anni 2008/2011, che ha come quadro strategico di riferimento gli obiettivi fissati nel Trattato di Lisbona del 2000, è resa obbligatoria la prova INVALSI degli esami di Stato, a fine del primo ciclo. Tale prova concorre alla valutazione conclusiva dell’alunno, come stabilisce il D.P.R. n. 122 del 22/06/09, che così recita: “alla valutazione conclusiva dell’esame concorre l’esito della prova scritta nazionale”; “il voto finale è costituito dalla media dei voti in decimi ottenuti nelle singole prove e nel giudizio di idoneità, arrotondata all’unità superiore per frazione pari o superiore a 0,5”. Nella stessa direttiva, si prevede una rilevazione delle conoscenze degli studenti in ingresso e in uscita, al fine di “rendere possibile la valutazione del valore aggiunto di ogni singola scuola in termini di accrescimento dei livelli di apprendimento”. Si stabilisce che la rilevazione nella scuola primaria sia effettuata nelle classi prima e quinta (anteriormente era effettuata nelle classi seconde e quarta) e prima e terza della secondaria di primo grado; per la secondaria di secondo grado nelle classi seconda e quinta. Tale rilevazione è messa a regime secondo quanto segue:

-anno 2008-9 le scuole primarie

-anno 2009-10 scuole secondarie di primo grado (medie)

-anno 2010-11 scuole secondarie di secondo grado (superiori)

Sono stabilite le aree disciplinari oggetto della rilevazione: Italiano, Matematica, e in seconda istanza le Scienze, mentre si evidenzia l’opportunità di predisporre strumenti di valutazione dell’apprendimento della lingua inglese da mettere a disposizione delle scuole.

Per quanto riguarda la secondaria di secondo grado la direttiva indica di “procedere alla valutazione dei livelli di apprendimento degli studenti a conclusione dell’istruzione secondaria, utilizzando le prove scritte degli esami di Stato.

 

Contenuto delle prove

Le prove periodiche e la prova nazionale finale del primo ciclo, sono attualmente riferite all’Italiano e alla Matematica.

La correzione degli elaborati per le prove periodiche e finali avviene ad opera dei docenti della classe, fatta eccezione delle scuole campione dove le prove vengono effettuate in presenza di un osservatore esterno, il quale provvede alla correzione. I risultati sono riportati su schede-risposta e spedite all’Istituto. Pertanto l’INVALSI fornisce alle scuole una griglia per la correzione delle risposte degli studenti e dà indicazioni per l’attribuzione di un punteggio unico in centesimi e per la sua conversione in un voto unico, espresso in decimi. L’attribuzione del punteggio e del voto può avvenire, oltre che in forma manuale, anche mediante griglia su supporto elettronico.

Per l’anno scolastico 2009/10 la prova Nazionale riferita alla fine del primo ciclo, (Esame di licenza media), è stata strutturata come segue:

Si è articolata, come da direttiva, in una sezione di Italiano e una di Matematica.

Italiano

Il fascicolo di Italiano è stato suddiviso in tre parti: 1) comprensione di un testo di carattere letterario: 20 domande; 2) comprensione di un testo di carattere informativo: 17 domande; 3) grammatica:10 domande. La maggior parte delle domande prevedeva una scelta multipla con quattro alternative di risposta; alcune erano a risposta aperta univoca.
Alla sezione di Italiano della Prova nazionale sono stati attribuiti massimo 50 punti e altrettanti alla sezione di Matematica.
La sezione di Italiano si è articolata in due parti: blocco A (massimo 30 punti) e blocco B (massimo 20 punti).
Per ottenere i 30 punti del blocco A, l’alunno ha dovuto rispondere correttamente a un sottoinsieme di domande, di cui sono stati identificati i criteri nella difficoltà presentata dalle domande:

Matematica

La prova di Matematica ha avuto il seguente Quadro Teorico di riferimento: numeri; spazi e figure; relazioni e funzioni; misura, dati e previsioni.
Il fascicolo di Matematica si è composto di 25 domande, alcune delle quali comprendenti più item
Si è articolato in due parti: blocco A (massimo 30 punti) e blocco B (massimo 20).
Per ottenere i 30 punti del blocco A della sezione di Matematica della Prova nazionale l’alunno ha
dovuto rispondere correttamente a un sottoinsieme di domande che sono state identificate seguendo i seguenti criteri:
1) copertura equilibrata di tutti e quattro gli ambiti oggetto di valutazione definiti dal Quadro Teorico di riferimento;
2) relativa “facilità” rispetto alle altre domande dello stesso ambito;
3) riferimento a contenuti significativi nell’ambito dell’insegnamento-apprendimento della Matematica;
4) coerenza sia con le Indicazioni Nazionali sia con le prassi più diffuse a livello d’insegnamento nelle scuole.

Punteggio complessivo della Prova nazionale.

Il punteggio della Prova nazionale, comprensivo del punteggio di Italiano e del punteggio di Matematica, è risultato dalla somma dei punti attribuiti all’uno e all’altro. La seguente tabella indica la traduzione del predetto punteggio in un voto (unico) espresso in decimi.
Tabella di conversione punteggio-voto
Somma dei punteggi di Italiano e Matematica
Voto
Minore o uguale 40 voto 4
41-54 :5
55-64 :6
65-73 :7
74-82 :8
83-91 :9
92-100 :10

La prova nazionale a conclusione del primo ciclo ha previsto prove differenziate per gli alunni con particolari bisogni educativi, una apposita griglia di correzione e un calcolo specifico del voto per il fascicolo di Italiano e quello di Matematica.

Restituzione dei risultati

Per le prove periodiche, effettuate contestualmente su tutto il territorio nazionale nelle stesse date, stabilite dal Ministero, l’INVALSI restituisce il risultato alle singole scuole, con dati disaggregati a livello nazionale, regionale, con analisi dei risultati a livello di prova e di singola domanda.
L’INVALSI provvede anche alla stesura di un “Rapporto annuale sugli apprendimenti”.

Considerazioni conclusive (Cfr. Corriere della Sera del 30 giugno 2010)

L’INVALSI sulla base della correzione di un campione di 545 elaborati della Maturità dell’anno in corso, ha lamentato la scarsa padronanza nell’uso scritto della lingua italiana dei ragazzi, in tutte le quattro competenze fondamentali testate: testuale, grammaticale, lessicale-semantica e ideativa. Più della metà dei temi sono stati giudicati insufficienti, con una punta del 63% nell’abilità lessicale-semantica, riguardante il patrimonio di risorse lessicali possedute dagli alunni candidati alla maturità. Si è confermata una sensibile differenza tra i vari ordini di scuola, con risultati migliori, ma non ottimali, nei licei, nei quali il 37% ha dato, comunque, risultati negativi, nonostante il peso dell’Italiano e delle lingue classiche nei programmi di studio di questo indirizzo.
Si è, poi, constatato che la valutazione “sufficiente” come risultato degli esami di Stato di terza media non viene confermata agli esami di maturità che dal 20% degli studenti, i rimanenti risultano insufficienti. Pertanto l’Istituto propone, affidandosi al giudizio di illustri studiosi, anche soci dell’Accademia della Crusca, di moltiplicare, a partire dalle medie le occasioni di esercizio, non limitandosi al tema, ma coltivando anche il riassunto, con la scelta di testi adeguati.
Non va certamente meglio in Matematica, che in base ai risultati degli scorsi anni, risulta molto mal digerita dagli studenti italiani.
Occorre, pertanto una revisione del sistema scuola, come occorre una didattica maggiormente individualizzata, al fine di riconoscere e rimuovere gli ostacoli di natura personale, familiare, sociale, che si frappongono alla piena preparazione e formazione dei giovani nei loro studi primari e medi, premessa indispensabile per la loro futura competitività in campo culturale, professionale, lavorativa.